
Il caso dello sfruttamento massiccio di forza-lavoro straniera, prevalentemente indiana, nel cantiere dell’ex Tiro a segno nazionale di piazzale Accursio, è paradigmatico del modello di sviluppo urbanistico di stampo meneghino. Emerso pochi mesi dopo un’altra inchiesta basata sull’accusa di caporalato, che coinvolge uno dei giganti del capitalismo delle piattaforme come Glovo, e alla luce anche del vero e proprio buco nero rappresentato dal futuro Consolato USA, evidenzia e conferma, a 15 anni dalle similari inchieste durante la stagione pre-Expo2015, un tratto distintivo della cantierizzazione permanente della città: lavoro nero, senza regole verso l’alto, e conseguente arbitrarietà totale di padroncini e capetti.
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