
Martedì 31 marzo la Procura ha aperto una nuova inchiesta sulla vendita del Meazza a Inter e Milan da parte del Comune di Milano. Nel registro degli indagati ci sono nove persone, tra cui: il Direttore Generale del Comune di Milano Christian Malangone; l’ex-assessore alla Rigenerazione Urbana Giancarlo Tancredi; la dirigente Simona Collarini, ex-direttrice della Rigenerazione Urbana e responsabile del procedimento di cessione dello stadio. Oltre ad amministratori delegati, dirigenti e consulenti di Milan e Inter, la più nota delle quali è l’avvocata Ada Lucia De Cesaris, già assessora all’urbanistica e vicesindaca nella giunta Pisapia.
I reati contestati e ipotizzati sono quelli di turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio. I magistrati avrebbero in particolare individuato lo scambio di due bozze di Deliberazioni comunali tra l’attore pubblico e la parte privata, volte a “orientare l’iter amministrativo” e a concertare insieme tramite “accordi informali e collusioni” “le modalità tecnico-giuridiche e i dettagli operativi della cessione dell’area”. Ovviamente le delibere sono atti che non potrebbero uscire dagli uffici comunali prima della loro approvazione. I PM ipotizzano così il favoreggiamento degli interessi privati delle due società a scapito dell’interesse pubblico, da parte della stessa Amministrazione Comunale che in teoria dovrebbe tutelarlo e garantirlo.
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